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Come molte leggi italiane, quella sul diritto d'autore sembra fossilizzata,correva l'annno 1941...
...Avete letto bene,correva l'anno 1941 e la legge sul diritto d'autore nasceva. Una legge quantomai giusta che assicura un "diritto di seguito" agli autori originali di opere musicali, teatrali, poetiche, visive e figurative. Oggi nei contratti appaiono voci come format, download, telefonia mobile e podcast. Un crescente far-west dove un ulteriore supporto legislativo sarebbe di grande aiuto. Sono passati circa 67 anni dall'uscita della legge, con relative modifiche e aggiornamenti...Vogliono LorSignori fare qualcosa? E non solo gli addetti al settore legislativo, anche i non addetti al lavoro, o meglio gli addetti all'ascolto, carissimi consumatori di musica, film, opere artistiche di diversa fattura e livello. Voi ultimi ma non ultimi, veraci e voraci di suoni e immagini, riconoscete il diritto d'autore? Nella giungla del download forse molti non pensano per nulla a questo piccolo particolare, in fondo, basta far proprie certe frasi...la musica costa troppo...le major sono scorrette...e chi più ne ha più ne metta. Chi perisce sono gli autori, con forte disincentivazione a produrre. E' importante riconoscere i meriti all'autore dell'opera perchè unica, e in quanto tale è arte, possa piacere o meno. A tal proposito rigetto alcuni estratti da vari periodici:
JOVANOTTI "La musica gratis sarebbe un disastro...io ci guadagno comunque in termini di popolarità ma l'artista è solo la punta dell'iceberg...chi ci rimette davvero sono i fonici, i produttori...Come dice Paul Mc Guiness,manager degli U2...il frutto del sacrificio di tanta gente che merita di essere ricompensata".( su l'Espansione,febb.'08). GIORGIO FALETTI "E' un peccato che non si possano scaricare da internet filetti di vitello o bottiglie di champagne. Non riesco a capire come la gente fa a pensare che libri e canzoni non sono frutto di un lavoro...Ripeto,non vedo perchè non si debba riconoscere il lavoro che costa scrivere o comporre...". (su il Corriere della Sera, 4marzo'08). ROBERT GIBB (Leader dei Bee Gees) "gli autori hanno bisogno delle loro società per sopravvivere...Non tutti gli autori raggiungono la fama, la maggioranza di loro sono sconosciuti e hanno difficoltà ad andare avanti...le società di autori provvedono ad una tutela maggiore...". (su CisacNews, genn.'08). EMMA MARCEGAGLIA (Pres.Confindustria) "La cultura...straordinario driver di attivazione del sistema economico che vale in Italia 84,4 miliardi di euro, pari al 6,3% del Pil...". (su il Giornale dello Spettacolo,7mar.'08).
Allora lancio un appello a tutti, nessuno escluso...tutto incluso, alle istituzioni,perchè sappiano aggiornare nella giusta misura una legge che ormai è obsoleta. A tutti e proprio tutti, prendete coscienza dell'importanza degli autori, tutti, pena il non ascolto di originalità. Se diverse persone (tutte o quasi) trovassero un giusto equilibrio non egoistico, allora potremmo scardinare quell'asse per il quale solo pochi Big vivono di diritti. Riusciremmo poi con molta probabilità a pagare meno l'arte nelle sue forme, che al giorno d'oggi è un cane che si morde la coda...peggio...ne ha già mangiato un bel pezzo. Forse finirebbe anche quel principio assurdo per il quale le televisioni aquistano diritti a prezzi stracciati per farne oro, le compagnie telefoniche non parliamone...digita 04 se vuoi questa, 05 se vuoi quella...a tutti sti ladri....ma digitatevi la moglie o chi per ella....ciao a
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Düsseldorf's Timo Maas is mostly associated with his involvement in Germany's trance scene as a DJ and producer. Often misspelled by Americans as Timo Mass, he gained a large global at the height of the global trance music scene, which had a large push from DJs such as Paul Van Dyk and Sandra Collins in the mid- to late '90s. Maas' first exposure to music came via listening to the radio when he was young.
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Verso la fine degli anni 70 un ragazzo nero, appena ventenne, si trasferisce a Chicago per suonare al Warehouse, club frequentato prevalentemente da ispanici , afroamericani e gay. Di lì a pochi mesi, diventerà il protagonista di una delle più travolgenti rivoluzioni musicali e di costume, capace di condizionare la società fino ai giorni nostri: la nascita della musica house, primo e fondamentale tassello della proliferazione della “club culture”. Quel ragazzo è Frankie Knuckles...
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